Dal 1952 a Oggi: Una Storia di Accoglienza e Futuro
La Storia dell'Opera Don Pippo: Dal 1952 al Servizio del Territorio Forlivese
La Storia dell'Opera Don Pippo: Dal 1952 al Servizio del Territorio Forlivese. La nostra è una storia in cammino, guidata fin dalle origini dalla capacità di ascoltare i bisogni della comunità locale e di rispondere con soluzioni umane e all'avanguardia.
1952: La Nascita alla Baia del Re e l'Ispirazione di Don Pippo. Le radici della Fondazione affondano nell’immediato secondo dopoguerra, in un periodo di profonda povertà e marginalità sociale per la città.
Nel 1952, i coniugi Gaspero Maiolani ed Elisabetta Piolanti (affettuosamente ricordata a Forlì come "Mamma Bettina") aprirono una casa di accoglienza privata nel quartiere periferico della Baia del Re, una delle zone allora più colpite dal disagio. L’ispirazione e il nome dell’opera derivano direttamente da don Giuseppe Prati (1885–1952), storicamente e popolarmente conosciuto e amato da tutti come "don Pippo". Sacerdote stimatissimo, educatore e pilastro per intere generazioni di giovani e famiglie forlivesi, don Pippo suggerì l’avvio di questa attività caritatevole poco prima della sua scomparsa. La primissima missione della casa fu l’accoglienza e la protezione di ragazze e donne in condizioni di grave vulnerabilità.1971–1974: Il Riconoscimento Formale come Fondazione. Nel corso degli anni, l'attività crebbe costantemente grazie al supporto dei cittadini, del tessuto locale e di molti ex giovani dell'oratorio di don Pippo.
Tra il 1971 e il 1974, l'iniziativa si consolidò dal punto di vista giuridico, ottenendo il riconoscimento formale come Fondazione e trasformandosi da opera privata in ente morale e di beneficenza strutturato. Il legame con il quartiere era così stretto che, in quegli anni, i locali dell’opera vennero utilizzati temporaneamente anche come scuola elementare per i bambini della zona.
L'Evoluzione: Centro Specializzato nell'Assistenza Disabili a Forlì. Con il mutare del contesto sociale e dei bisogni del territorio, l'Opera Don Pippo ha progressivamente specializzato i propri servizi nell'accoglienza e nel supporto socio-riabilitativo di persone adulte con disabilità psico-fisica e sensoriale.
Oggi l'ente, diventato formalmente ETS (Ente del Terzo Settore), è una realtà dinamica e perfettamente integrata nel tessuto sociale di Forlì.
Accanto alle storiche funzioni residenziali e diurne, abbiamo sviluppato progetti innovativi capaci di coniugare terapia e inclusione, come i percorsi di agricoltura sociale, gli interventi assistiti con gli animali (pet therapy) e il noto progetto "Cocche Sociali", mantenendo intatto lo spirito originario di accoglienza e stile familiare
I Nostri Valori Fondanti
Centralità e Autodeterminazione della Persona: Ogni ospite è unico. Sviluppiamo progetti educativi e riabilitativi individualizzati che rispettano i tempi, le inclinazioni e le potenzialità di ciascuno.
Ambiente e Stile Familiare: Crediamo che l'inclusione parta da relazioni autentiche. La nostra struttura è pensata per essere una vera e propria casa, un luogo sicuro di condivisione e ascolto emotivo.
Sinergia con il Territorio di Forlì e provincia: Collaboriamo costantemente con istituzioni locali, aziende, associazioni e volontari per costruire una rete comunitaria attiva, inclusiva e priva di barriere sociali o architettoniche.
"Continuare a far fiorire la vita, abbattendo le barriere e costruendo autonomia: questa è l'eredità di don Pippo che portiamo nel futuro."
Bilanci sociali
In questa sezione sono raccolti e liberamente consultabili i Bilanci Sociali della Fondazione Opera Don Pippo ETS. In piena conformità con le normative vigenti del Terzo Settore e guidati da un principio di assoluta trasparenza, questi documenti raccontano passo dopo passo come vengono impiegate le nostre risorse. È il nostro modo di condividere con i cittadini, le istituzioni e i sostenitori l'impatto concreto, economico e sociale delle attività svolte quotidianamente a favore delle persone con disabilità.